Valle Giumentina, Eremo di S. Bartolomeo, Eremo di S. Spirito, Decontra, Colle della Civita
Progetto editoriale con la collaborazione del fotografo Bruno D'Amicis
Se le pietre potessero parlare, cosa racconterebbero? Accanto a ricordi vecchi di milioni e milioni di anni, ovvero connessi agli eventi che hanno originato, plasmato e modificato il loro territorio, forse le pietre potrebbero raccontarci anche qualcosa della vita dei nostri antenati. Magari del loro duro lavoro, della fatica quotidiana per la sopravvivenza, ma anche di intuizioni e innovazioni, di arte, spiritualità e bellezza, di sfide e di vittorie.
La Maiella è un serbatoio infinito di storie particolari, più o meno note, ma ciascuna a riposo in un luogo speciale, come polvere accumulata nel tempo negli angoli di una stanza.
Nella porzione più settentrionale del Massiccio, la Valle Giumentina, nel territorio di Abbateggio, è proprio uno di questi luoghi particolari, dove si può andare facilmente a caccia di vecchie storie. Si tratta di una valle ampia e luminosa, dai fianchi che si innalzano dolcemente verso le cime della montagna. Una vasta distesa di prati, siepi e piccoli boschi crea un paesaggio dalla struggente bellezza, che invita proprio alla scoperta e alla ricerca.

Veduta aerea dell'alta Valle Giumentina con le cime della Maiella sullo sfondo
Deve essere stato così anche nel passato, visto che la Valle Giumentina è stata abitata dall'Uomo per decine di migliaia di anni. Passeggiando nell’area, quasi senza accorgersene, in pochi passi si coprono intere epoche. Ne è la prova visibile l'omonimo sito di scavo paleontologico e archeologico, localizzato sul fianco di una collina. Si tratta di un sito importantissimo a livello internazionale e molto generoso di reperti. Un tempo qui era un bacino lacustre, con un clima e una fauna molto diversi. Grazie ad una frana è emerso un sezione stratigrafica, sulla quale i primi scavi archeologici sono iniziati già negli anni '50 del secolo scorso. In profondità sono stati ritrovati resti di animali, piante e altri organismi del passato, mentre salendo in superficie si rinvengono reperti attribuibili a Homo erectus e via via più recenti. Proprio accanto al sito di scavo, si trova anche l'Ecomuseo del Paleolitico, nel quale sono stati ricostruiti alcuni tholos o capanne di pietra a fini didattici, con pannelli e percorsi divulgativi che ripercorrono la storia della nostra specie dalla preistoria, sino al medioevo e al passato recente.
D'altronde, esplorando l'area che circonda la Valle Giumentina, come ad esempio nell'attiguo Vallone di S. Spirito, capita di calpestare le schegge di selce lavorate dai nostri antenati del Paleolitico, per poi trovarsi, dopo pochi metri, di fronte a straordinari eremi medievali incastonati nel paesaggio. Come nel caso dell'imponente Eremo di S. Spirito a Maiella o del più piccolo Eremo di S. Bartolomeo in Legio, nel Comune di Roccamorice. Quest'ultimo è un piccolo edificio religioso, che si erge su uno sperone roccioso, sovrastato da una ripida parete aggettante.
D'altronde, esplorando l'area che circonda la Valle Giumentina, come ad esempio nell'attiguo Vallone di S. Spirito, capita di calpestare le schegge di selce lavorate dai nostri antenati del Paleolitico, per poi trovarsi, dopo pochi metri, di fronte a straordinari eremi medievali incastonati nel paesaggio. Come nel caso dell'imponente Eremo di S. Spirito a Maiella o del più piccolo Eremo di S. Bartolomeo in Legio, nel Comune di Roccamorice. Quest'ultimo è un piccolo edificio religioso, che si erge su uno sperone roccioso, sovrastato da una ripida parete aggettante.
Una costruzione incredibile, perfettamente integrata nel contesto ambientale, la cui delicata architettura non influisce affatto sull'atmosfera integra e selvaggia del vallone sottostante, ma anzi ne amplifica il potere evocativo.
È celebre per aver ospitato Pietro da Morrone, futuro papa Celestino V, nella metà del XIII secolo, ma le sue fondamenta risalgono ad almeno due secoli prima. Un luogo ineguagliabile, giustamente molto noto ed apprezzato tra gli escursionisti. Durante una gita nell'area, vale sicuramente la pena di visitare anche il borgo di Decontra, nel Comune di Caramanico Terme, che offre un'immersione nella vita di un borgo agro-pastorale del passato e un colpo d'occhio mozzafiato sulle cime della Maiella, il Morrone, il Vallone dell'Orfento e l'alta Valle dell'Orta.


L'Eremo di San Bartolomeo in Legio e alcuni dettagli della facciata e tracce lasciate dai pellegrini
La semplice ed essenziale architettura degli eremi ha assecondato, nelle forme e nella funzione, quella delle grotte e delle cavità naturali, abbondantissime nell'area e possibile dimora per la nostra specie sin dalla notte dei tempi.
Il passare dei millenni sembra non aver intaccato questa semplicità “edilizia”, come si può vedere anche dalle più recenti capanne di pietra, molto frequenti nella zona.
Si tratta soprattutto di vecchi pagliari, utilizzati dai contadini come magazzini o ripari temporanei, nati all'indomani dell'abolizione dei diritti feudali e del successivo accaparramento delle terre montane da parte dei meno abbienti. Alle capanne si accompagnano gli onnipresenti muretti a secco e mucchi di pietre, le tracce indelebili della vita, dura e semplice, di chi per decenni ha coltivato e condotto le greggi per questi pendii brulli e severi.
Queste costruzioni culminano nel complesso agro-pastorale di Colle della Civita, un ampio sistema di edifici e capanne in pietra volto all'allevamento e alla produzione di formaggio. Non ci si deve lasciar ingannare dalle pietre ormai ricoperte di licheni e assediate dai rovi, che fanno pensare a tempi ben più antichi: in realtà, questi edifici sono stati costruiti nemmeno cento anni fa.
Forse più che in qualsiasi altro geosito del Geoparco Maiella, nella Valle Giumentina e nei suoi dintorni, geologia, storia antica e recente si fondono in maniera così stretta, tanto che anche una semplice pietra può parlare la nostra stessa lingua.
Queste costruzioni culminano nel complesso agro-pastorale di Colle della Civita, un ampio sistema di edifici e capanne in pietra volto all'allevamento e alla produzione di formaggio. Non ci si deve lasciar ingannare dalle pietre ormai ricoperte di licheni e assediate dai rovi, che fanno pensare a tempi ben più antichi: in realtà, questi edifici sono stati costruiti nemmeno cento anni fa.
Forse più che in qualsiasi altro geosito del Geoparco Maiella, nella Valle Giumentina e nei suoi dintorni, geologia, storia antica e recente si fondono in maniera così stretta, tanto che anche una semplice pietra può parlare la nostra stessa lingua.
[
] [
]
[
]
[
]
[
]
[
]
[
]
[
]







